Il mio primo libro (cicloviaggio nelle Isole Maggiori e Sud Italia)

Copia cartacea di sicurezza, che dei computer è meglio non fidarsi…

Se avessi aspettato ancora un po’, l’avrei perso per sempre. Si sarebbe in massima parte dissolto e la porzione sopravvissuta sarebbe rimasta solo nelle fotografie, testimoni splendide ma mute, e sotto forma di frammenti non adeguatamente rielaborati nella mia memoria. Quando il tempo trascorso dagli accadimenti diventa troppo lungo, il recupero dei ricordi costa un mucchio di fatica: da qualche parte rimangono, probabilmente nulla viene perso, ma andarne alla ricerca, come fa un archeologo che ricostruisce a ritroso la storia, non è affatto semplice.

E allora prima che cominciasse a sfumare lentamente nell’oblìo, lasciando di sè solo vaghe impressioni, l’ho ripercorso con la mente e l’ho trascritto  nel libro che ho terminato due giorni fa, dopo quasi tre mesi di lavoro giornaliero e disciplinato. Le pagine adesso contengono il racconto del mio ultimo viaggio in bicicletta, il più lungo e denso, che si è snodato sugli oltre 3500 chilometri percorsi nel maggio e giugno del 2017, lungo i quali ho attraversato le isole maggiori ed il Sud Italia. Nell’ordine: Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Cinquanta giorni a spasso per le terre più belle del nostro incantevole Paese, con l’idea, che da sempre mi accompagna, di riscoprirlo attraverso un turismo lento ed ecologico, a contatto con l’ambiente e senza troppe comodità, un randagismo guidato dalla curiosità e dal gusto della scoperta. In cambio ho incontrato molto più di quanto mi attendessi: l’Italia è veramente un paese stupendo, è un mosaico di diversità paesaggistiche, culturali, storiche e architettoniche. Ricchezza pura, ignorata dalla massa. Ho messo nel diario tutto quello che ho visto e vissuto, non ho tralasciato quasi nulla, l’ho riveduto, ampliato ed approfondito.

Adesso mi prendo una pausa, che coincide con l’arrivo della primavera e per questo mi risulta ancora più gradita (bello imparare a vivere secondo il ritmo delle stagioni!). Dieci giorni almeno, per lasciare decantare il manoscritto e svuotare in parte la mente. In seguito mi dedicherò ad una revisione completa, un lavoro forse addirittura pari a quello della prima stesura; infine, durante la terza ed ultima fase, la messa a punto definitiva  prima della pubblicazione. Non so secondo quali modalità questa si concretizzerà, ma sicuramente in qualche modo avverrà.

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