Viaggio in Italia negli anni ’50

Guido Piovene, scrittore e giornalista italiano, intraprese dal 1953 al 1956 un lungo viaggio per l’Italia, provincia per provincia, da cui trasse una trasmissione andata in onda in ottanta puntate e a cui seguì il libro che sto leggendo. L’Italia di allora era molto diversa da quella attuale, molto più rurale e legata alle tradizioni, eppure i segnali del cambiamento in senso moderno si potevano già cogliere ed il boom economico che avrebbe prodotto la pasoliniana “mutazione antropologica” della sua gente era ormai imminente. Anche considerando le differenze, infatti, emergevano già sessant’anni fa alcuni tratti che, nonostante la distanza temporale, continuano a valere oggi più che mai (e perché stupirsi di questo in fondo? Del resto l’idea che tutto debba avere una scadenza ed essere sostituito è una bella invenzione di marketing, ma tolto quello le cose possono andare diversamente).
Le seguenti dure parole dell’autore, ad esempio, che si leggono sul retro del libro, sono purtroppo attualissime:


Occorre liberarsi del tutto di quell’idea idilliaca dell’Italia, che coltivano ancora molti viaggiatori stranieri (e a cui, nel libro scritto, ho fatto concessioni anch’io). Sotto un involucro di sorriso e di bonomia, l’Italia è diventata il paese d’Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il denaro e per il successo.

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