#CiclogiroItalia2017 – 18/19 maggio: da Pischinas a Cagliari

Iglesias, piazza del Municipio

(17 maggio: pausa fra le dune di Pischinas)

Il periodo di permanenza in Sardegna sta volgendo al termine non solo per una questione di chilometraggio residuo prima della partenza. Sono sull’isola dal 7 maggio e molto ho potuto apprezzare e vedere, ma sento che la mia attenzione si sta spostando progressivamente sulla meta successiva, la Sicilia. Qui si sta davvero bene e mi sono ambientato, ma viaggiare consiste nel muoversi e bisogna mantenersi aperti verso il nuovo che si incontrerà e soprattutto essere curiosi di scoprirlo.

Tappa sofferta quella del 18 maggio, consistita in gran parte in due salite lunghe e impegnative per un totale di 65 km. Nel primo caso, lasciato il campeggio a 2 km dal mare, ho recuperato quota percorrendo al contrario la ripida discesa affrontata l’altro ieri, consistente in uno sterrato nella parte finale che, oggi, mi costringe a scendere dal sellino e spingere per alcuni tratti a causa della perdita di aderenza sulla ruota posteriore. Quando raggiungo la statale 126, invece di svoltare a sinistra per Arbus, seguo a destra per Fluminimaggiore e Iglesias. Pedalo su un acrocoro fra pascoli sassosi frequentati da greggi di pecore e capre, fra querceti e le rovine decrepite di casolari e lentamente guadagno i 492 m del Passo Bidderdi.

La lunga discesa che mi attende segue da vicino il profilo dei rilievi risultando pertanto ricca di curve e offrendo prospettive differenti sulle grandiose e profonde valli che si svelano e sugli imponenti massicci. Entro nel Sulcis-Iglesiente, area geografica che, fino agli anni ’70, ha basato massicciamente la propria economia sulle attività estrattive minerarie. A Fluminimaggiore, ex paese di minatori collocato a fondovalle, fa molto caldo. Il centro ha un aspetto dimesso, ma si tenta di rivitalizzato attraverso i lavori di ripavimentazione in pietra della sede stradale, la realizzazione di murales e il ricorso a fiori dalle tinte vivaci posizionati in punti strategici.

Quando penso di aver visto tutto il meglio, la Sardegna mi stupisce ancora, nonostante vi sia già riuscita più volte. La valle in cui pedalo si restringe diventando una gola stretta e tortuosa. Sulla destra mi fiancheggia una parete verticale di rocce rossastre, a sinistra la rigogliosa vegetazione, al centro, oltre al nastro d’asfalto surriscaldato, scorre un rio di cui ascolto il suono lento e tenue delle acque. Inizia così la seconda scalata, con il caldo che lentamente si smorza per l’altitudine e per l’ombra gettata dai boschi sulla strada.

Iglesias è al di là, ma piu’ in basso, dei 549 m del Passo Genna Bogoi, con il suo grazioso centro storico spagnoleggiante, i saliscendi, i vicoli, le numerose chiese fra cui il Duomo, il Palazzo Vescovile con elementi neogotici e la vivace vita che vi si conduce. Per l’ultima notte in Sardegna mi regalo un’ottima cena in un ristorantino locale, seguita da una sosta in birreria dove il racconto del mio viaggio diventa in breve l’attrazione principale della serata per clienti e personale.

Prima la gente e ora anche il territorio sardo pare che non vogliano lasciarmi partire o tentino quantomeno di rallentarmi. Perché durante la tappa finale di altri 65 km, immaginata come una lunga discesa fra Iglesias e Cagliari, incontro ancora un rilievo, l’ultima grande ondulazione del territorio che, come una diga con l’acqua, prova a trattenermi nel suo grande bacino. Bella la campagna circostante che ammiro dall’alto, prima di “straripare” sulla pianura cagliaritana ed entrare finalmente in città.

Sviluppata attorno al colle dello storico quartiere Castello, Cagliari si estende fino al Golfo degli Angeli, dove ha sede il porto. L’impressione che ne traggo è ottima mentre cammino per le arterie pedonali o a traffico limitato e visito la parte più antica, in posizione più elevata sul resto e caratterizzata da una impronta spagnola. I palazzi signorili che si affacciano su fresche vie anguste, le antiche abitazioni che portano ancora i segni profondi dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, i numerosi luoghi di culto distribuiti nel tessuto urbano, gli scorci suggestivi e la vista dall’alto sul golfo mi lasciano particolarmente soddisfatto. La popolazione, infine, è gioviale e cortese, nonché spiritosa. 

Alle 19.30 il traghetto per Palermo salpa: nella stiva, in una stanzetta che odora di pesce e acqua di mare, trova posto per la notte la bicicletta, in compagnia di altre due anch’esse in assetto cicloturistico. La mia sistemazione, invece, consisterà in due poltroncine situate nell’ex internet point della nave, caduto per sempre in disuso a causa delle nuove tecnologie.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in cicloviaggi e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...