Il multitasking è l’ultima frontiera del rincoglionimento moderno

Sì, proprio una gran cosa questo multitasking...

Sì, proprio una gran cosa questo multitasking…

Da un po’ di tempo si è affermata l’idea che agire in multitasking, ovvero sapersi destreggiare fra più attività contemporaneamente, costituisca un segno di superiori capacità dell’individuo, di maggiori doti organizzative, di sveltezza mentale e di intraprendenza. Questa visione deriva direttamente dalla nostra assuefazione ad un mondo che ha raggiunto livelli di confusione inimmaginabili fino a 15-20 anni fa. Quando lavoriamo, ad esempio, suddividiamo la nostra attenzione fra numerosi e svariati compiti, che spaziano dall’attività produttiva in sè al rispondere a tutte le telefonate, dal controllare la posta in arrivo alla ricezione dei messaggi sullo smartphone, fino ai social networks, ultimo tassello di un mosaico complicatosi all’inverosimile.

Ormai incapaci di assegnare delle priorità agli stimoli che ci investono, finiamo per concedere a tutti un livello di importanza omogeneo e, di conseguenza, a dedicarci ad ognuno di essi senza aver praticato prima una ragionevole selezione. In compenso, però, ci convinciamo di essere in grado di affrontare ogni cosa con successo e al meglio, semplicemente distribuendo la nostra attenzione sui numerosi “fronti” aperti. Ed ecco il multitasking, l’ultima frontiera del rincoglionimento sociale di cui molti vanno fieri.

Io ho sempre pensato che una cosa fatta bene richieda un’attenzione continua per un certo periodo di tempo. Piuttosto che frammentare le mie energie su mille compiti diversi, preferisco applicarmi ad una cosa per volta, con attenzione. Attenzione e concentrazione, coscienza di sè mentre si lavora, permettono realmente di migliorarci e di aggiungere una dimensione qualitativa al nostro lavoro, anziché accontentarsi di quella meramente quantitativa. Bisogna evitare in tutti i modi la meccanicità, che non corrisponde alla dimensione umana. Questo perché non siamo affatto stupidi come le macchine che, dietro istruzioni precise, eseguono uno o più compiti su richiesta, instancabilmente, senza chiedersi nulla, nè trarre alcun insegnamento. Non ci dovrebbe essere bisogno di scomodare G.I.Gurdjieff per capire che ogni attività umana ha uno scopo che va al di là del lavoro pratico e questo fine corrisponde alla propria crescita interiore, al ben più prezioso lavoro su di sè. Quindi, chi si vanta di essere un bravo “multitasker”, perchè esegue un sacco di attività diverse nello stesso arco temporale, si priva in realtà dell’esperienza, riducendo il tutto a pura meccanicità e risultandone schiavo.

Il multitasking, inoltre, presenta degli spiacevoli effetti collaterali. Oltre ad un aumento della tensione nervosa o stress, esso, poichè è il processo secondo cui si sposta la propria attenzione da un compito ad un altro di continuo, provoca, a  lungo andare, il deterioramento della stessa attenzione assieme alla capacità di concentrazione. In pratica, diventiamo meno abili a concentrarci, a comprendere, a osservare e perciò a trarre giudizi validi (oggi, specie nelle grandi città, si giudica in fretta in base a pochi e superficiali indizi). Riduciamo le possibilità di imparare e di riflettere, perchè ci soffermiamo troppo poco sugli eventi e sulle nostre attività. Il multitasking è l’ultima frontiera del rincoglionimento moderno e rende le persone meno padrone di se stesse, più vulnerabili e quindi manipolabili.

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19 risposte a Il multitasking è l’ultima frontiera del rincoglionimento moderno

  1. Silver Silvan ha detto:

    Sono pienamente d’accordo.

    • Fabio Saracino ha detto:

      Non hai idea quanto mi dia fastidio non poter godere più dell’attenzione totale di una persona, ma di dovermi accontentare di frammenti temporali di qualità discount…

      • Silver Silvan ha detto:

        Perché, ha avuto la totalità dell’attenzione di qualcuno? Uomo fortunato, non sono in molti a poterlo dire.

      • Fabio Saracino ha detto:

        Beh, buona parte di quella cosciente sì, forse. Non mi interessa la totalità, non volevo dire quello

      • Silver Silvan ha detto:

        Pregevole osservazione, due ho visto solo ora. La gente si è abituata a farsi inconsapevolmente distrarre: l’attrazione consapevole è diventata roba per pochi. Ho il dubbio che c’entri il cellulare, che crea una serie di autiomatismi demenziali. In giro è pieno di zombie che attraversano la strada senza guardarla, con gli occhi fissi sul display e il ditino che digita. Quale attrazione vigile (o cosciente, come dice lei) può essere riservata a simili mostricini?! Quella dei frecciarossa che li prendono in pieno, immagino.

  2. Fabio Saracino ha detto:

    Cellulare certamente, ma prima la TV. Ti mette in uno stato di passività combinata a sollazzo a tempo indeterminato, ottimo per rifilarti prodotti attraverso la pubblicità e indurti a non usare il cervello. Penso che sia stata propedeutica all’invasione di smartphone e simili: il passaggio alla digitazione compulsiva e allo stato di zombie o simil-veglia non sarebbe stato attuabile senza decenni di lobotomizzazione da TV.
    A Torino ci sono stati diversi casi di persone investite da auto e tram mentre erano intente alla digitazione… la faccenda assume dei contorni tragico-macabri.
    Saluti!

    • Silver Silvan ha detto:

      Dopo molto tempo in cui non l’ho più guardata, ho ricominciato a passare le serate davanti alla tv. Ho notato che il numero degli spot è aumentato notevolmente; inoltre, sono cambiati i prodotti pubblicizzati: molti hanno a che fare con i servizi legati ad Internet e ai cellulari, un vero e proprio bombardamento. Nell’altro post, che ho appena letto, si pone domande legittime sulla qualità del progresso tecnologico e sul fatto che lo si ritenga indispensabile: in realtà, si indirizza la gente a ritenerlo tale. le faccio un banale esempio. Mio marito ha dovuto sostituire il tablet, ormai morto dopo onorato servizio. Ovviamente ha acquistato il modello più recente, trovandolo migliorato. Io non avevo notato grandi differenze, ma ieri mi sono messa a curiosare tra le varie impostazioni e ho visto che molte erano legate all’intrattenimento, all’uso dei social e all’acquisto di musica, film, ecc. Da imbranata, gli ho chiesto se avesse predisposto lui le varie possibilità di collegarsi direttamente, ma mi ha detto di no, di averlo trovato così. In pratica, ti servono la pappa pronta. Basta aprire la bocca, come oche all’ingrasso. Ma, si sa, le oche all’ingrasso fanno una gran brutta fine. Io continuerò a non toccare cibo!

      • Fabio Saracino ha detto:

        Sono assolutamente d’accordo. E’ tutto pronto, predisposto al consumo con estrema facilità. Il consumatore deve premere un pulsante e pigiare qualche bottone e basta. Mentre la TV è ormai inguardabile: ricordo quando negli anni ’80 sulla RAI la pubblicità, nei film, era solo fra il primo ed il secondo tempo e quando al lunedì sera per noi bambini davano un film di Walt Disney! Oggi è tutto targettizzato, gestito da pubblicitari, scientificamente studiato per indurre il telespettatore in uno stato di trance passiva molto fecondo per la stimolazione dei consumi. Chi legge queste righe potrebbe pensare che io sia un estremista, ma non è così e basta un briciolo di senso critico (raro ormai) per accorgersene.

      • Silver Silvan ha detto:

        E’ inguardabile perché è diventata solo intrattenimento: un tempo era cultura, informazione, istruzione. Oggi sono tutte e tre assoggettate all’essere prima di tutto intrattenimento, leggero il più possibile. Immagino che il problema sia lì. Se c’è la spada di Damocle dello zapping, si perdono di vista i contenuti per forza.

      • Silver Silvan ha detto:

        A proposito di intrattenimento, lei passerebbe una settimana (o più) sulla barca con cui il signor Perotti & Co. stanno girando il Mediterraneo?

      • Fabio Saracino ha detto:

        Mmm sì, la passerei, ma attualmente le mie energie sono indirizzate verso qualcos’altro, molto importante per me 😉

      • Silver Silvan ha detto:

        Sì, sì, ho visto che si sta rimettendo a posto casa e che ha cambiato vita. Volevo solo avere un parere contrario in materia, visto che io su quella barca, invece, non ci salirei affatto. Non mi attira nemmeno un po’: quindi le sarei grata se mi dicesse il motivo (o i motivi) per cui ci salirebbe; io non riesco proprio a trovarne, ma mi interessa molto capire quali trovano quelli che vorrebbero salirci.

      • Fabio Saracino ha detto:

        Mi sembra un progetto interessante costituito da persone altrettanto interessanti, da cui imparare, tutto qui. E poi sarebbe la prima volta…

      • Silver Silvan ha detto:

        Resto perplessa, ma grazie di aver risposto.

  3. Silve Silvan ha detto:

    Non sembrava una domanda difficile. Ma ormai non mi sorprendo più di nulla.

    • Fabio Saracino ha detto:

      Colpa del multitasking forse 😀 a cosa si riferisce?

      • Silver Silvan ha detto:

        Impossibile, sono la persona più negata al mondo per il multi-tasking. Alludevo alla sua lentezza nel rispondere ad una domanda banale. Ma forse ha 300 blog nei quali risponde alle domande banali, è un’ipotesi che non avevo considerato.

      • Fabio Saracino ha detto:

        No Silver, non controllo continuamente il blog, ho altro da fare. Ciao!

      • Silver Silvan ha detto:

        Ok, ok, la lascio alle sue molteplici attività extra-virtuali.

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