Walkaboutitalia

“Walkabout” è la particolare esperienza rituale intrapresa dagli aborigeni australiani nel corso dell’adolescenza, un viaggio in cui essi devono affrontare da soli gli immensi spazi naturali non ancora raggiunti dalla civilizzazione, per riconnettersi alla terra e venire in contatto con le altre popolazioni. “Walkaboutitalia”, invece, è un libro del 2015 che contiene la storia del viaggio a piedi che l’autrice, Darinka Montico, ha compiuto in Italia, dalla Sicilia al Piemonte, per ricongiungersi con le proprie radici e con se stessa. 3000 km percorsi in 7 mesi, senza denaro ma con l’obiettivo di raccogliere i sogni delle numerose persone incontrate lungo il cammino.

Considero questo libro l’equivalente di un album musicale registrato in presa diretta : le emozioni e le riflessioni dell’autrice, infatti, sono incise e rappresentate sulla carta con naturalezza e immediatezza, risultando coinvolgenti e favorendo l’immedesimazione. Durante la lettura è facile immaginarsi Darinka mentre cammina con le cuffie, i piedi doloranti, il buffo taglio di capelli fortemente asimmetrico, la testa fra le nuvole e il bel sorriso contagioso che conquista; mentre attraversa e descrive l’Italia, paese controverso, dalle palesi contraddizioni, che soprattutto nel sud è bloccato in una rassegnazione insopportabile, dove mafie, abusi edilizi, rifiuti tossici e inquinamento continuano a danneggiare territorio e persone. Ma che sa offrire anche grandi esempi di umanità, scorci naturali di rara bellezza, arte e cultura in abbondanza, cibo squisito. Darinka sfrutta la lentezza del camminare trasformandola in un punto di forza, nell’occasione che le permette di non perdersi nulla di questo incredibile contrasto di luci e ombre, oscillando fra l’entusiasmo e la rabbia, la gioia e la delusione, la sorpresa gradita e la denuncia, mentre le gambe la portano ad attraversare una ricca varietà di luoghi, di climi, e a stabilire contatti con persone molto diverse, quasi sempre ospitali e ben disposte, alcune delle quali capaci di costituire veri esempi di caparbietà e ribellione alla rassegnazione. Non mancano gli incontri spiacevoli, ma l’effetto negativo è sfumato spesso verso l’ironia.

Una storia bella, semplice, umana, espressa tramite un linguaggio schietto, diretto, anche grunge. La storia di una crescita personale e della conoscenza di sè, il riconoscimento dei propri errori, da non considerare segni indelebili, ma, parafrasando l’autrice, da trasformare in spinta creativa, in punto di partenza verso qualcosa di molto più grande in modo che, riguardando al passato da lontano questo risulterà talmente piccolo da risultare praticamente insignificante. Grazie Darinka.

“La luce della Campania è accecante. La costiera amalfitana mi ha lasciata senza parole. Credo di non aver mai visto tanta bellezza in tutta la mia vita. Pensavo che la Nuova Zelanda naturalisticamente fosse il paese che offrisse di più, tra quelli che ho avuto la fortuna di visitare finora. Mi devo ricredere. Anche noi abbiamo laghi, vulcani, ghiacciai e fiordi, e nel mezzo ci sta pure una qualche repubblica marinara ricca di storia e tradizione.”

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3 risposte a Walkaboutitalia

  1. Emme ha detto:

    Che piacere scoprire i posti camminando, guadagnarsi la meta, passo dopo passo. So che sai di cosa parlo, i tuoi cicloviaggi si basano sulla stessa filosofia, che qui è ancora più rallentata, più essenziale. Dopo un’estate lontana passata a camminare il ricordo di quelle giornate è ancora splendido. Allora mi ero ripromessa di continuare a farlo, ma la promessa si è risolta solo in qualche trekking da mezza giornata… ma i piedi sono lì, le strade pure, gli scarponi quasi (devo risuolarli): insomma, per ricominciare l’occorrente c’è, vedrò se mi farò capitare l’occasione 🙂

    • Fabio Saracino ha detto:

      Darinka nel frattempo è passata alla bicicletta! 🙂 brava ragazza 🙂
      Mi ha detto di persona che a piedi si va troppo piano e sono d’accordo! Però sei anche più libero di fare cose, mentre cammini. L’unico modo per farsi un’idea vera è provare.

      • Emme ha detto:

        L’andare piano è un problema forse che dipende dalle zone che vuoi visitare: se vuoi girare tutta l’Italia magari sei costretta a passare per zone industriali, stradoni trafficati, spazi in cui i paesaggi e i passaggi sono tutt’altro che piacevoli e forse in quel caso la lentezza del camminare pesa… ma penso ad esempio ad un bel giro che ho visto di rifugio in rifugio nelle foreste casentinesi, o anche solo a quando ho fatto la Bo – Fi o un pezzo del cammino di Santiago: la lentezza faceva parte completamente dell’esperienza, la rafforzava, probabilmente perché i tratti butti erano limitati. Dico solo brutti e non noiosi, perchè ad esempio uno dei pezzi che mi è piaciuto di piu’ del cammino di Santiago è stato quello in cui ho attraversato le Mesetas, altipiani deserti che molti ritengono noiosi per la monotonia del paesaggio. Io invece in quelle distese di grano dorato a perdita d’occhio sovrastate del cielo blu, spesso senza altri esseri umani eccetto noi le ho amate tantissimo. E a proposito di idee, camminare oltre ad essere per me molto meditativo è spesso un tempo fruttuoso di idee e progetti, che vagano, si colorano e prendono forma nella mente, al ritmo lento dei passi.

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