Capitalismo auto-distruttivo

killthebug

Oggi le azioni della Volkswagen sono crollate di circa il 20%. Il motivo è una truffa, ammessa dagli stessi dirigenti, che la notissima casa automobilistica tedesca ha perpetrato nei confronti delle leggi statunitensi, dichiarando, per un suo motore diesel di ampia diffusione, livelli di emissioni ben al di sotto di quelli reali. Per fare in modo che le sostanze emesse risultassero in concentrazioni più basse rispetto al limite fissato per l’omologazione, l’azienda ha ammesso di “aver progettato e installato sui veicoli incriminati un sistema capace di limitare le emissioni proprio nel momento in cui il veicolo viene sottoposto ai test americani anti-inquinamento, grazie a un software che gestisce la centralina elettronica. Un trucco capace di bypassare, per anni, severi test governativi” (articolo). La Volkswagen adesso rischia una maxi multa di svariati miliardi di dollari e intanto ha già ritirato dalle vendite le vetture su cui è installato il motore incriminato (a quanto pare la pratica è iniziata addirittura nel 2008…).

Il fatto stimola in me alcune riflessioni:

  1. il capitalismo si dimostra per l’ennesima volta privo di scrupoli e il suo unico, profondo, autentico scopo è il profitto. La salute delle persone e dell’ambiente (che esiste solo per essere sfruttato…) hanno priorità molto più bassa (se non nulla). L’obiettivo primario è vendere prodotti creando un mercato remunerativo; ogni strategia che conduca al raggiungimento di questo risultato è accettata. Tanto i destinatari del grosso dei profitti sono gli azionisti e i managers, mentre le perdite (in termini di inquinamento, malattie e distruzione delle risorse) ricadono sempre sulla collettività. E’ così da quando è nato.
  2. Si registra, però, qualche novità. Siamo stufi di essere considerati dei consumatori e non crediamo più alle favole. Le persone sono più sensibili alle tematiche che legano ambiente, inquinamento e salute; lo studio che ha inchiodato la VW lo dimostra a mio avviso. E il capitalismo, così intelligente nell’applicare il metodo più efficiente per fagocitare risorse naturali trasformandole in prodotti usa e getta, realizzando allo stesso tempo profitti favolosi, inizia a mostrare la propria debolezza.
  3. Fin dalla sua nascita, infatti, è sempre stato abituato ad agire indisturbato e a superare gli ostacoli con la propria influenza, grazie al denaro. Ricorrendo ad esso ha finanziato le campagne dei politici, ha dialogato ed ammorbito gli oppositori (ad esempio le fondazioni per la difesa ambientale), ha offerto alternative di lavoro ad intere comunità dopo averne distrutto l’economia locale (con una concorrenza spietata, oppure avvelenando il territorio con i rifiuti e le emissioni dei propri insediamenti produttivi, in modo che, ad esempio, le principali fonti di sostegno economico – pesca, pastorizia, agricoltura – non potessero essere più praticate. E prima ancora con le enclosures). Ma grazie alla crisi economica, a quella climatica e agli effetti deleteri dell’inquinamento, sta crescendo una maggiore opposizione, fra il popolo, al suo dilagare, che si sta rendendo conto di esserne la vittima principale ed è sempre più disposto ad informarsi e a combattere, per la propria salvezza, per il diritto alla vita.
  4. Il capitalismo non è abituato a tutto questo: per esso ogni cosa, opinione, legge ha un prezzo. L’ideologia delle elite lo sostiene (anche a forza di quattrini…) Continuerà imperterrito con le solite, vecchie strategie. Con la forza bruta dei propri mezzi, con l’inganno, alimentando anche con la violenza. Agendo così, tuttavia, porrà sempre di più in risalto il proprio profilo stupido, danneggiando in modo irreversibile l’immagine che ha di sè presso l’opinione pubblica. Perchè dinanzi ad un popolo intontito da decenni di tv e propaganda poteva riuscire con relativa facilità (grazie agli “esperti” pagati per raccontare frottole) a far passare l’idea che un prodotto risultasse dannoso nei confronti della salute e dell’ambiente per un errore di progettazione e che le mancanze tecniche si sarebbero superate grazie all'”inarrestabile” progresso. Nei confronti di un popolo informato, legato al territorio, arrabbiato, più consapevole, però, la balla non regge più. Le vecchie strategie risulteranno sempre più auto-distruttive agli occhi dell’opinione pubblica e il capitalismo, che non può farne a meno per la propria stessa definizione, in questo modo contribuirà alla propria fine, auto-annientandosi.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in altro, ambiente. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...