Tappa 13 – Casciano di Murlo – Barberina Val d’Elsa

Km 94*
Voto 9

La tappa di ieri ha richiesto un notevole sforzo e oggi lo pago: esaurisco in fretta le energie della colazione e dopo procedo un po’ piatto, stanco, ma regolare fino alla fine. Il brio si consuma sulla strada per San Galgano, un continuo oscillare che ti piega ma non ti dà mai il colpo di grazia, e meno male. Imbocco la “strada delle pinete” ed in effetti rivela presto un susseguirsi di slanciati e odorosi pini; si sale di quota, fin verso i 500m, poi si scende, si attraversano torrenti e fiumi e di nuovo si guadagna in altitudine. Sudo moltissimo, al punto da gocciolare, sotto un sole pallido, l’afa che aumenta, il cielo che non è più lo stesso. Ora promette pioggia, che giunge a bagnare appena l’asfalto arroventato e a rendere tutto appiccicoso, insopportabile. Come gli insetti, che grazie al caldo eccezionale proliferano e mi tormentano ogni volta che attraverso la fitta vegetazione o sono costretto ai ritmi lenti per via dell’ennesima salita.
San Galgano, cattedrale gotica costruita nel XIII secolo, è possente e racchiude il fascino insito nelle rovine. Sembra il relitto in fondo al mare di qualche grande nave sfortunata. Il suo declino iniziò presto, a causa della peste del 1348 e accelerò durante il secolo successivo. Nel 1781 un fulmine distrusse il campanile che abbatte’ il tetto. Pochi anni dopo, venne sconsacrata e cadde definitivamente in rovina.
Ogni volta che giungo a Colle Val d’Elsa, invece, ne scopro una nuova, interessante, porzione. Questa volta quella inferiore, ai piedi del rilievo su cui sorge l’abitato medioevale. Povera, semplice, una bella piazza squadrata porticata, case modeste dall’intonaco incerto. Poi imbocco la ciclostrada per Poggibonsi ricavata dalla ferrovia dismessa: 6 km nella natura, in una valle verdissima e stretta. Peccato, però, che il treno non passi più: un tratto decisamente romantico, meglio viverlo affacciati al finestrino che di corsa, o in sella, forse. Da Poggibonsi a Barberino sono infine 11km di continua, sfiancante salita, con lunghi tratti dalle pendenze impegnative. Per fortuna i panorami mantengono alto l’interesse e mi stupisco sempre di più della varietà paesaggistica toscana, che esprime differenze rimarchevoli anche nel giro di poche decine di chilometri.

* rientrano nel conto anche 3 km percorsi a bici scarica, per recarmi nel centro e cenare

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