Tappa 7 – Montecatini Alto – Vicchio

Km 92
Voto 7

Il mio forno a microonde portatile, ovvero la mia tenda, esposta lungo il pendio orientato verso est, direzione Pistoia, riceve presto i primi raggi di sole del nuovo giorno, surriscaldandosi in pochissimo. Avrei voluto riposare un po’ di più, dopo la cena e la bella passeggiata di ieri sera, ma è impossibile. Lasciato il campeggio e percorsi una quindicina di chilometri giungo a Pistoia, che, pur non esercitando il fascino di Lucca, ha un bel centro raccolto e compatto, di origine medioevale, quindi dalla planimetria varia e suggestiva, mai schematica, ma in cui è difficile perdersi perché l’orientamento è facilitato dalla disposizione di palazzi, chiese e monumenti pricipali, punti di riferimento visibili. La piazzetta del mercato, nei dintorni del Duomo, incarna alla perfezione il ruolo di luogo di socializzazione e in cui si svolgono le faccende quotidiane, oggi come allora, lungo i secoli, senza grosse trasformazioni. La strada che percorro per Prato è, purtroppo, un inferno a causa del solito, intenso, traffico e del calore: oggi la temperatura da queste parti, all’ombra, toccherà i 37-39 gradi, lascio quindi immaginare che cosa si possa provare sull’asfalto sotto i raggi solari. Prato, importante centro industriale, specialmente tessile, è in realtà la sorpresa della giornata, perché il suo nucleo storico mi ha stupito. Oltre ai resti delle mura, al Duomo, alle piazze, vi sono altre interessanti costruzioni; nessuna, mi pare, sia in grado di eccellere ma nel complesso è l’insieme ad essere valido. Nel 2009 avevo colto molto meno, era stata una brevissima toccata e fuga.
Durante la salita per il lago artificiale di Bilancino ho continuato a soffrire con l’aggravante della pendenza e del ginocchio, che ha borbottato un po’. L’area geografica del Mugello spicca per la quantità di verde e, giunto alle Croci di Calenzano, 427m, tiro il fiato e affronto la discesa. L’altitudine ma, soprattutto, la vegetazione giocano un ruolo fondamentale nel contenere la temperatura che, adesso, è almeno sopportabile. Dopo un bagno ristoratore nel lago in località Cavallina, riprendo la strada che attraversa San Piero a Sieve, la piacevole Borgo San Lorenzo e Vicchio, paese che ha dato i natali a Giotto e Beato Angelico. Qui il campeggio è in un bosco, il manto è erboso ed è la sistemazione ideale.

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