Tappa 3 – Capanne di Marcarolo – Rovegno

Km 90
Voto 8

Supertappa odierna, non tanto nel chilometraggio (a proposito, notato la regolarità?) quanto nel dislivello complessivo. Lasciato l’ostello (baciato da una volta stellata) salgo a circa 950 metri. La vegetazione, composta prevalentemente da aghifoglie, si fa più rada. Qui si realizza il connubio perfetto fra il clima montano, tonificante con la sua aria pura e fine, e quello mediterraneo, che si fa sentire con la sua brezza balsamica. Intraprendo la discesa per Campomorone e, dopo aver sentito il parere della gente del luogo, realizzo che l’opzione migliore consiste nell’affrontare il Passo dei Giovi, dalla pendenza regolare e mai eccessiva. Superato il quale incontro Busalla, Casella e Montoggio, che hanno poco da offrire al visitatore. Da quest’ultima prendo la deviazione per la Val Pentemina, che a dispetto del grazioso nome è stretta, ripida e selvaggia, in una parola: bastarda! È come andare sulle montagne russe, ma al rallentatore: si sale e si scende ripidamente, giù, giù e ancora più giù, fino a tuffarsi nella vegetazione, attraversare l’ennesimo torrentello e riaffiorare sul versante opposto, per nulla gentile e anzi più ripido del precedente. Mi fermo a riprendere fiato più volte e sono tentato di scendere e spingere, ma non cedo. Dire che il fondo stradale è irregolare è poco: sterrato, asfalto a pezzi quando c’è e smottamenti rendono questo tratto più adatto alle mountain bike. Per fortuna il fresco della vegetazione e la ventilazione mi danno un notevole conforto. Ad un tratto, Pentema appare nella sua semplicità, i suoi tetti rossi e il campanile dai colori pastello. A 880m di quota, ha da offrire uno spaccato sulla vita che vi si conduceva, un presepio e case semplici in pietra collegate da strade strette. Dopo una sosta, proseguo fino a circa 1000 metri, poi scendo, risalgo e scendo ancora, per Santa Maria del Porto fino a ritrovarmi sulla statale 45 che, attraversando Montebruno, mi conduce fino a destinazione, a 658 m. Una fitta vegetazione fa da contorno alla località, campeggio compreso, che risulta così particolarmente rigenerante. Sono stanco, oggi è stata veramente dura, eppure sono soddisfatto e ho un sorriso stampato in volto. Il titolo della tappa odierna, pertanto, potrebbe essere: “Non c’è nulla, eppure si sta bene. Come mai?”

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Una risposta a Tappa 3 – Capanne di Marcarolo – Rovegno

  1. alfredo ha detto:

    Bella tappa, bella descrizione. Sei forte. Macchinetta

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