Tappa 2 – Agliano Terme – Capanne di Marcarolo

Km 90
Voto 8

Bello il risveglio nel silenzio di questo luogo dimenticato dalla massa, con le ombre ancora lunghe e un atmosfera che riempie di quiete e ti fa riscoprire la bellezza delle cose semplici. Ad Agliano, paese del Monferrato, nacque Bianca Lancia, ultima moglie di Federico II di Svevia, da cui ebbe tre figli, tra i quali Manfredi. Ammiro il paesaggio circostante dalla torre posta nel punto più alto del paese e poi mi incammino verso Nizza Monferrato, che raggiungo in breve tempo, distratto dal pregevole paesaggio rurale e dai versanti collinari tappezzati di vigneti. Nizza è una cittadina molto tranquilla; la via principale porticata è assai stretta e tra bancarelle e la folla si riempie facilmente. Osservo però la tranquillità delle persone che, invece di innervosirsi, mostrano tolleranza e hanno in generale uno sguardo sereno e rilassato. C’è anche qualche stretta via laterale che interseca quella principale; il luogo mi piace e l’ho rivalutato.
Mi ritrovo sulla Statale 456, quella del passo del Turchino, piuttosto trafficata a quest’ora ma me ne allontano deviando per Castel Boglione. Che castelli non ha neanche uno, ma possiede una chiesa parrocchiale, costruita nel 1914, dallo stile eclettico, che contrasta con quello tipico del posto, e dalle dimensioni importanti. Acqui Terme è come sempre tirata a lucido; pranzo con tre succosissime pesche, acquistate da una venditrice sulla strada poco prima di giungere qui, all’ombra dei resti dell’acquedotto romano. Originariamente lungo 12 km e per buona parte sotterraneo, rappresentò un’opera di ingegneria notevole e la sua pendenza era studiata in modo che l’altezza a cui scorreva l’acqua diminuisse di 1.6 metri per chilometro.
Lasciata Acqui salgo prima per Cremolino e scendo poi a Ovada. Se dall’esterno l’agglomerato urbano, con quei palazzoni tipici degli anni ’60 e ’70, può scoraggiare il visitatore, il centro, invece, è piacevole, molto antico e dai tratti liguri, con le facciate delle case dipinte a ornamento e i carrugi. A differenza di Acqui, Ovada non è per nulla patinata e forse po’ decadente, con le scrostature evidenti dell’intonaco sui muri delle abitazioni, ma in questo modo i segni del passato stanno lì a raccontare e insegnare.
Proseguo in direzione sud e visito Campo Ligure, gioiello incastonato fra le alture boscose e fresche e profumate dell’appennino ligure e sovrastato da un castello, poi affronto la salita, molto ripida specialmente per chi è appena al secondo giorno di viaggio, verso Capanne di Marcarolo, 750 m di quota, dove mi sistemo in un ostello gestito da una famiglia, con due bambini, che vive qui. Sono l’unico ospite e c’è un silenzio assoluto. Anche i cavalli e le galline, che riposano nella stalla a pochi passi da me, lo assecondano e sembrano goderne.

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