Report e le oche

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Ha fatto grande scalpore l’inchiesta di Report sulla Moncler che spiumerebbe le proprie batterie di oche senza troppi riguardi verso la loro incolumità, utilizzando una tecnica che provoca dolorose lacerazioni invece di ricorrere alla più tranquilla “spettinatura”. Non condivido, però, tutta questa sorpresa da parte dell’opinione pubblica: ci sono stati casi simili e anche peggiori in passato e ogni tanto si viene a conoscenza di multinazionali che sfruttano anche i propri dipendendenti (anche donne e bambini), costringendoli a lavorare in condizioni disumane o quasi, con turni di lavoro massacranti. E non è una novità che le multinazionali, o chi per loro, distruggano l’ambiente in cui operano, divorando le risorse naturali a ritmi sempre crescenti e inquinando con i rifiuti della lavorazione. Oggi si parla delle oche ma si è parlato degli animali da pelliccia in passato, oppure delle balene, degli elefanti, dei fiumi, della terra, del mare, di vecchi e nuovi schiavi…

E’ il grande sistema produttivo delle crescite esponenziali, che agisce esclusivamente sulla base della logica del profitto e del denaro, sempre crescenti, e che ha impregnato le menti delle persone e la società e a cui ormai siamo tutti assogettati. E’ il sistema del denaro in cui tutto è acquistabile, che riduce tutto a merce, sfruttabile fino allo spasimo e senza scrupoli. E’ il mondo che ci siamo costruiti con tanto impegno a partire dalla Rivoluzione industriale (ma in realtà a partire dall’invenzione del denaro, sebbene ad una velocità incomparabilmente più bassa rispetto ai ritmi che poi si sono affermati) in cui noi stessi viviamo e che, invece di essere al nostro servizio, è riuscito a sottometterci e ora ci stritola, costringendoci a subirne le nefaste conseguenze, fra cui l’incapacità di accontentarci e di goderci il presente, totalmente catturati dai suoi ritmi sempre più forsennati e sempre proiettati verso un futuro ideale.

Fa amaramente sorridere, allora, vedere le persone indignarsi per delle oche sofferenti, quando il servizio di Report andrebbe considerato uno spunto per ampliare l’orizzonte della nostra riflessione, fino ad includere l’intero sistema produttivo e i danni che continua a provocare ad ambiente, persone e relazioni.

Che poi, come tutte le multinazionali, la Moncler è un marchio e niente più: la produttività, la bassa manovalanza, è ormai appaltata a ditte che, per quattro soldi, si sporcano le mani. Fra le prime a seguire questa strada, quella della separazione netta della parte produttiva dalla “testa” e che fece scuola, fu la Nike negli anni ’90.

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Una risposta a Report e le oche

  1. clau ha detto:

    Una puntata di PresaDiretta dello scorso inverno presentò un’analisi approfondita dell’allevamento/macellazione suinicola in Germania. Il primo mattatoio tedesco conduce a miglior vita 23 milioni di maiali all’anno (43 al minuto se non erro). In quei giorni infuriava la polemica sulla giraffa dello zoo di Copenaghen data in pasto ai leoni. L’uomo è capace di prese di posizioni alquanto discordanti. La contraddizione fra discorsi teorici e vita pratica sono il nostro sport preferito. E pensare che Orwell diede il ruolo che sappiamo, nella “Fattoria degli Animali”, proprio al maiale che è, nei fatti, l’animale che paga il dazio più alto.

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