Il tram e il suv

La situazione narrata è realistica, è quella che si respira di frequente sui mezzi pubblici, in questo caso a Torino, ma altrove, in Italia, è lo stesso: il tram, antiquato e angusto, mentre si destreggia maldestramente nel traffico caotico strapazza più volte, con frenate improvvise, i numerosi e variegati passeggeri che lo occupano. La causa della condotta irregolare viene presto svelata: non si tratta del solito automobilista che ha tagliato la strada al mezzo, la colpa è del conducente stesso del tram che, poverino, è in preda alla visione estatica di un suv nuovo fiammante che si muove agile nel traffico e di cui prova a seguirne i movimenti, con risultati disastrosi, per non perderne il contatto visivo.

Tale spot lancia un messaggio dannoso, per chi desidera una mobilità sostenibile. Viene mostrata una situazione realistica, quella rappresentata degli strattoni e delle frenate improvvise sui mezzi pubblici, cosa di certo non gradita a chi li utilizza, contrapposta al filare via in scioltezza e agilità del suv, capace di prevalere, chissà grazie a quale miracolo, sul traffico tentacolare.  L’agilità sbandierata ovviamente non è in realtà possibile, tuttavia è da sempre alla base della propaganda che riguarda questa tipologia di auto, proposta come un mezzo pratico e in grado di districarsi nel traffico-giungla delle città, anche a costo di una condotta di guida troppo disinvolta (per non dire selvaggia, presuntuosa e spesso prepotente). Mi viene da credere che sia proprio questa luce sotto cui sono stati da sempre proposti i suv a spiegare il perchè, generalmente, chi li possiede guidi così male: semplicemente viene messo in pratica ciò che si è imparato dalla tv, spesso inconsciamente.

Ma c’è dell’altro, a mio avviso. Il messaggio lanciato è indirizzato soprattutto a coloro che stanno realizzando la transizione, non priva di difficoltà, verso una mobilità sostenibile e più leggera (per il portafogli), cosa che ovviamente danneggia le case automobilistiche. “Tornate all’auto, cosa state facendo lì, pressati su mezzi antiquati e mal condotti?” sembra insinuare con le eloquenti immagini il clip. Chi progetta gli spot pubblicitari, è sempre informato sulle ultime tendenze, per approfittarne quando favorevoli o contrastarle altrimenti. Basti pensare allo spot Mercedes di qualche tempo fa, quello dell’ex manager che, dopo aver abbandonato tutto ed essersi rifugiato a vivere nel bosco a contatto con la natura, un giorno, avvicinandosi ad una statale (come se fosse la prima volta…) vede una moderna berlina sfrecciare e ne rimane folgorato, cosa che lo spinge ad un pronto ritorno in città, intesa come emblema della civiltà moderna e di tutto ciò che ne consegue. Essendo in corso la tendenza ad abbandonare lo stile di vita consumistico in favore di un ritorno alla natura e ad un minore spreco (anche del nostro tempo), le aziende ne hanno paura e cercano di contrastarlo, in questo caso ridicolizzando il trasporto pubblico, sotto le mentite spoglie della simpatia, e facendo affidamento al’espressione inebetita ma dai tratti genuini del finto conducente del tram.

UPDATE: ascoltare la musica, il cantato, ben sincronizzato con le immagini; osservare il suv che, svincolandosi dal traffico, finisce in una via Roma bella e deserta, tutta da guidare, mentre il tram rimane sul suo percorso ferrato, nella giungla di lamiere…

PS In Italia il mercato dell’auto si è quasi dimezzato rispetto al 2007, sono alla frutta

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6 risposte a Il tram e il suv

  1. Ale ha detto:

    perchè dici “che ci fate li’, PRESSATI” etc. etc?

  2. Fabio Saracino ha detto:

    volevo scrivere dallo “spot”, ma ho scritto “post”!

  3. Ale ha detto:

    ok….comunque credo che quel messaggio sarebbe arrivato se il tram fosse stato pieno pieno invece sono quasi tutti comodamente seduti e il bimbo si sta pure mangiando il gelato quindi credo she tu sia un po’ prevenuto

    • Fabio Saracino ha detto:

      Ale, non è possibile in uno spot pubblicitario mostrare un servizio pubblico come suggerisci tu, criticandolo quindi apertamente, sarebbe controproducente. Il messaggio di critica, più velato e anzi simpatico, passa lo stesso anche se non è palesato in maniera evidente, anzi, così non incontra ostacoli. C’è più raffinatezza. Occhio, nella pubblicità difficilmente ci sono prese di posizione forti, semmai insinuazioni, a volte ben nascoste, tuttavia percepite. Spesso senza che neanche ce ne accorgiamo. Ciao!

      • Fabio Saracino ha detto:

        poi basta ascoltare la musica, il cantato, perfettamente sincronizzato con le immagini, per capire lo sfottò, neanche tanto velato, in effetti!

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