Vacanze “lunghe”? Pfui, io lavoro 440 giorni su 365, of course.

In un articolo del Fatto Quotidiano, dal titolo “Beati voi italiani in ferie per un mese, ma ve lo potete permettere?”, prendendo spunto da una mail ricevuta da parte di un certo Claudio, l’autore parla delle differenze fra l’Italia e gli Stati Uniti per quanto riguarda la lunghezza delle ferie. A quanto pare, oltreoceano non vanno quasi mai in vacanza e se lo fanno è per pochissimi giorni; scrive infatti Claudio: “[…] Qui al massimo ci prendiamo una settimana o due. Ipotizzarne tre sarebbe follia. Ma mi chiedo: riuscite ancora in Italia a prendervi questo stacco così lungo, nonostante la crisi? Non dovreste essere all’erta e lavorare di più?“.

Non manca la citazione “dotta”, offertaci da Federico Rampini, che afferma: “Vacanze cortissime, striminzite, o zero vacanze. Così fan tutti, negli Stati Uniti. Tre settimane lontano dall’ufficio di New York? Per loro questa non è una vacanza, è un sabbatico[…]E poi gli americani sono convinti che l’eccezione siamo noi perché anche in Cina e Giappone le vacanze sono mini”.

Che dire? Sono d’accordo con loro. E’ giusto, infatti, in un periodo di crisi, lavorare di più, dare il massimo, sforzandosi di rispettare solo le normali pause atte a soddisfare i meri bisogni fisiologici: qualche ora di sonno (5 o 6 direi, così fan tutti, del resto), 20 minuti per mangiare velocemente (in un fast food, come tutti!), magari 5 minuti 5 per una sveltina e, prima o dopo la giornata lavorativa, un’ora di jogging, per tenersi in forma (ehhh, mens sana in corpore sano!) e smaltire le abbondanti dosi di grassi saturi assimilati al fast food. Il capitalismo, basato sulla crescita infinita della produzione, necessita infatti di tutto ciò e guai a negarglielo, altrimenti crolla tutto! Ha bisogno di gente che, con spirito di abnegazione totale, metta il lavoro al primo posto ma riesca a conservare quel briciolo d’amor proprio e di fiducia nel Sistema che la mantengano in vita. Lettore sveglio, hai ragione, d’accordo, così si perde di umanità e questa condizione è da schiavi che neanche nell’antico Egitto, eppure, te lo dico da amico (cfr. onorevole Razzi), il nostro spirito di sacrificio deve essere più forte di qualsiasi cosa, di ogni avversità! Dobbiamo ammazzarci di lavoro per la nazione, per lo Sviluppo (con la S maiuscola, certo), per conservare questo tenore di vita, per salvare il livello di Benessere acquisito (inchino). Vedi, l’America da sempre ci indica il buon esempio e ora ci sta dicendo che, oltre a essere pelandroni con le nostre vacanze sabbatiche (Rampini non ha il coraggio di citare l’anno sabbatico e si ferma all’aggettivo, l’idea di non lavorare per un anno è da eretici che meritano il rogo, meglio non parlarne proprio!), non sappiamo neanche farci bene i conti in tasca: italiani, le vacanze costano troppo! Cosa fate in spiaggia? A lavorare!

Fin qui ho scherzato (amaramente), me quest’articolo mi fa incazzare. Perchè siamo già messi male con questo capitalismo straccione, privo di ideali e valori, in cui l’unica cosa per cui valga la pena vivere è il denaro, che ci ha ridotto a dei consumatori incalliti, pieni di bisogni indotti (ovvero finti!), cinici, menefreghisti, schizofrenici, ansiosi, incompleti, irascibili, depressi, capaci di legittimare e renderci partecipi di una competizione esasperata (chi darebbe il massimo, a scapito della propria salute e del proprio vicino di scrivania, se in premio non ci fosse un’ascesa sociale oscenamente luccicante?), ma c’è chi indomito continua a farsi paladino e promotore di questo sistema. Sistema che è entrato in crisi irreversibile perchè qui, in Occidente, non si cresce più, ma che ha incatenato nei propri schemi infernali tutti noi e che continua a stringerci sempre più a sè, in un abbraccio mortale. Anche grazie a queste belle anime che scrivono cazzate.

Ho un’idea (e così torno a scherzare). Estendiamo la settimana lavorativa anche al weekend.  Già si fa? Sì ma io dico pure la domenica, eh! Un giorno in più di lavoro, un giorno un più per produrre ricchezza. Sai che balzo farebbe il Pil? Sarebbe l’uscita dalla crisi, il rilancio!

PS non ho parlato di cosa può fare un essere umano quando non lavora, perchè già il concetto di tempo libero (che presuppone l’esistenza del suo opposto, il tempo non libero, ovvero quello in cui la tua libertà d’invidividuo è fortemente limitata e tu lo accetti) è una grave distorsione. Però, visto che le vacanze sono appena terminate, credo che ognuno di noi qualche abbozzo d’idea su cosa gli piacerebbe fare nella vita possa averla.

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2 risposte a Vacanze “lunghe”? Pfui, io lavoro 440 giorni su 365, of course.

  1. Noel Forcherio ha detto:

    Mah…a me sembra che chi scrive abbia solo ed esclusivamente in testa politici ed insegnanti. Io (e come me un sacco di persone, soprattutto giovani) lavoro per 4 soldi senza pause pranzo e su turni, e quest’anno le ferie non le ho proprio prese…….Sub appalto di subappalto, così quando ci si stufa nemmeno la briga di licenziare. e sinceramente se ha il tempo di fare jogging farse proprio male non sta, visto che gli USA hanno la percentuale più alta al mondo di OBESI. Non ci raccontiamo stronzate queste sono cazzate di chi ha troppo tempo libero e non sa che fare se non dar fiato alle trombe!, Come quegli stronzi che passano il loro tempo a dire “Eh, io non cerco più, perchè volevo un aiutante che lo pagavo 3000 euro al mese, ma per fare poco nulla eh?Eppure non ho trovato nessuno, perchè la GGIENTE non CCIA’ voglia di lavorare! Insomma praticamente sti soldi li regalo!” Poi però quando gli fai notare che per quella somma ci vai tu, subito e sulle mani a lavorare allora viene fuori o che era il solito quaqquaraqua, oppure che in realtà non trova un cazzo perchè vuole uno che spacchi le pietre 18 ore al giorno, in NERO a 300 euro al mese, se possibile in stage pagato dalla regione, così non lo paga manco lui. Sveglia le favole lasciatele ai ragazzini!!

    • Fabio Saracino ha detto:

      Ciao Noel, l’articolo parla di un sistema che ci assegna il ruolo di schiavi e mi pare che le tue parole lo confermino. Lascia perdere il discorso del jogging, che anche chi lavora 14 ore al giorno se vuole lo può fare e infatti il mondo è pieno di iperattivi. Il punto è che tutta questa iperattività è spesa, secondo il mio parere, nella direzione sbagliata. Ci facciamo mungere come vacche capisci? E in cambio va sempre peggio: oggi non c’è neanche più il posto fisso e, con gli appalti dei subappalti, perdi il lavoro senza che nessuno si prenda neanche la responsabilità di licenziarti. Per non parlare della vita che si fa nei luoghi di lavoro, così ripetitiva, competitiva, povera di spirito. Meglio coltivare un campo insomma, io la penso così, davvero.

      ps non ho capito cosa intendi con la frase iniziale “a me sembra che chi scrive abbia solo ed esclusivamente in testa politici ed insegnanti” se è riferita a me o all’autore dell’articolo sul quotidiano e cosa significa, se vuoi spiegarmelo, grazie

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