Tappa 27 – Praga – Roudnice nad Labem

Km 113
Voto 7

Il tempo è nuovamente cambiato, il messaggio arriva forte e chiaro non appena esco dall’albergo in cui ho passato 3 notti, con una bella folata d’aria pre-autunnale che mi investe e il cielo completamente coperto.
Sono stato fermo due giorni a Praga, città affascinante, che in qualche modo riesce a legare a sé chi la visita. Ricca di monumenti, molto storica, ha passato indenne la seconda guerra mondiale ma ha subito per i successivi 40 anni il controllo sovietico, con le rigide limitazioni imposte alla libertà della sua popolazione. Oggi è una metropoli che è capace di offrire profili diversi, a seconda di dove ci si trova: la città vecchia, costituita dai quartieri più antichi, Mala Strana e Stare Mesto, caratteristici e raccolti, in cui è bello perdersi fra le strade tortuose ma i numerosi di punti di riferimento (torri, monumenti, palazzi) indicano sempre la via; il centro storico, di fine ottocento e inizio novecento, strabiliante per l’originalità e la qualità dell’architettura, oggi zona adibita allo shopping di lusso; la città delle persone comuni, dove i palazzi, belli e dai vari stili, dal barocco al razionalismo al liberty, sono anneriti, a volte con l’intonaco cadente, altre con i muri pieni di scritte; infine compaiono in estrema periferia i grattacieli e le costruzioni più moderne in acciaio e vetro.
Ottimo il servizio pubblico dei trasporti con una rete tramviaria articolata e dai passaggi molto frequenti; ci sono anche alcune linee di metropolitana.
La vita a Praga, così come la stessa città, non mi è parsa scintillante, nel senso che non ha l’aspetto patinato e non vengono ostentati un’idea di benessere e uno stile di vita super, come invece accade in altre metropoli: è una città vera, che non finge, che ha sofferto, a cui molte libertà sono state negate, composta di luci e ombre, con una popolazione che, generalmente, non si è montata la testa, non appare nervosa né assorbita dai ritmi insensati e frenetici occidentali, ma che ha un certo orgoglio e rispetto di sé e del prossimo.
Una volta a nord della periferia, seguo il corso del fiume Moldava che, confluendo nell’Elba, mi condurrà fino a Dresda. Il paesaggio è piacevole e incontro molti cicloturisti ma, da Klecany, la mancanza di una ciclabile mi costringe ad allontanarmi dalle rive del fiume. Sperimento perciò un panorama, per la prima volta da quando sono in Rep. Ceca, piatto e noioso, ma fortunatamente il Castello di Veltrusi con il suo parco ricco di edifici reali e con splendide passeggiate, interrompe la monotonia.
A Melnik è possibile salire sull’altura su cui sorge il castello e da cui si vede la confluenza tra i fiumi Moldava ed Elba.
In serata giungo a Roudnice nad Ladem, cittadina storica sulle rive dell’Elba, in cui mi fermo per la notte.

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