Tappa 25 – Jindrikuv Hradec – Sedlec Prcice

Voto 8.5
Km 87

[Tappa del 9 agosto 2014]
A Jindrikuv H. c’è una bella stazione ferroviaria che incrocio mentre mi accingo a lasciare il centro abitato e, nel momento in cui vi passo davanti, mi accorgo che è in corso una rievocazione storica, che vede protagonista un trenino, trainato da una piccola locomotiva a vapore e con carrozze sia merci che passeggeri, che sta per partire. E così mi fermo a seguire l’evento, catalizzatore dell’attenzione di curiosi, passanti e appassionati. La locomotiva a vapore, datata 1916, non dimostra la sua età, sbuffando, fischiando ed emettendo nuvole di fumo che coprono il sole e impregnano l’aria circostante di un odore di combustione forte e particolare. Ma la partenza è morbida e progressiva, senza strattoni né brusche accelerazioni, e il trenino si allontana lentamente verso la sua destinazione.
Continuo a pedalare in un ambiente collinare che ha le stesse caratteristiche viste nelle tappe passate. Stanno cambiando però le strade, adesso quasi sempre in buone condizioni, i paesi, che sono più curati ma sempre semplici, e le auto, che contano un maggior numero di modelli di categoria superiore. Intendiamoci, il “pane” resta sempre la Skoda e in particolare la sua Felicia, ma ci sono anche station wagon, fuoristrada, qualche esemplare tedesco di alta gamma e alcuni SUV, che però, questioni di soldi  parte, non penso sfonderanno facilmente: il popolo ceco bada alla sostanza e meno allo status symbol, per il quale ci sono già le classiche berline, e io penso che si chieda, intelligentemente, a cosa serva un SUV e si risponda che non serve a niente, visto che in fuoristrada non ci va, occupa più spazio di una berlina e consuma come un transatlantico.  L’ennesima americanata, che ha fatto presa in questo Occidente decadente, pensata solo per impressionare il prossimo e attirarne invidia e attenzione, in una società che ormai riesce a essere solo competitiva e individualista, differentemente da quella ceca, che mi pare molto coesa, solida e semplice.
Osservo la pubblicità di una bevanda in cui è ritratto il tipico paesaggio ceco composto da colline e campi di grano, e le persone rappresentate riunite in gruppi, sorridenti, intente a fare un picnic: finché nell’immaginario collettivo vi sarà spazio per natura e convivialità, sarà dura imporre gli usi e i costumi tipici delle società consumistiche. Intanto, però, la pubblicità  è già riuscita a inserire la propria bevanda nel quadretto bucolico a cui la popolazione si rifà: un passo alla volta, un oggetto in più oggi ed uno domani, e si creano nuovi bisogni indotti e nuovi mercati. Provo grande schifo per questo capitalismo.
Tornando alla tappa, attraverso Debolin, Studnice, Pluhuv Zdar, Dirna’, Tucapy, Dvorce, Brandlin, Kosice, Plana’ n.D., Tabor (una città con un bel centro storico, anche se non tra i migliori visti in questa nazione fino ad oggi), poi guadagno quota arrivando fino ad almeno 650m e supero Balkova Lhota, Radkov, Novy Kostelec, Strezimir, Cerveny Ujezd fino alla destinazione, un centro che nasce dalla fusione di due realtà minori, Sedlec e Prcice, dove alloggio in una bella pensione.

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