Tappa 19 – Leibnitz – Hartberg

Voto 8.5
Km 129

[Tappa del 2 agosto 2014]
Lasciata Leibnitz, pedalo per un po’ in pianura, in quella che è una periferia continua senza quasi interruzioni: una “suburban sprawl” all’austriaca, ovvero uno spazio suburbano, a bassa densità abitativa, spalmato su chilometri di campagna. Una roba resa possibile dalla diffusione del trasporto privato, che si regge sul petrolio a buon mercato. Queste villette, tutte simili e ben tenute, dalle tinte pastello e dai tetti spioventi, sono edificate attorno alla statale che percorro, ognuna con il proprio giardinetto e il box auto, proprio come negli Stati Uniti (anche se qui almeno sono in muratura).
Per fortuna procedendo il paesaggio cambia e diventa collinare, regalando delle ottime prospettive rese più vivaci da questo sole. Il quale, a dire il vero, qui non morde come in Italia ma con l’aria pulita che c’è dona maggior nitidezza e brillantezza al panorama.
Il centro storico di Graz, città dove l’influenza slovena c’è e si vede, è iscritto nella lista UNESCO come Patrimonio dell’Umanità e, come posso osservare, in modo assolutamente meritato. Certi scorci sono suggestivi, altri lasciano a bocca aperta. Alcuni palazzi sono delle autentiche opere d’arte ma è la disposizione complessiva che genera un’insieme a tratti mozzafiato. In alto, in posizione dominante su un’altura, domina il castello.
Quando vedo simili bellezze create dall’uomo per l’uomo, rimpiango di non essere nato 150 anni fa e mi chiedo dove sia finito quel senso del sublime che ispirava creatori e fruitori di simili meraviglie. Oggi si ha cieca fiducia nella tecnologia, perché gode di quell’alone di mistero che la rende magica agli occhi di chi non la capisce, ma ci siamo dimenticati del resto e in particolare della bellezza, scomparsa per mancanza d’ispirazione e per esigenze di produttività.
Terminata la visita, mi incammino in direzione di Gleisdorf e attraverso un’altra zona collinare molto piacevole. Nelle cuffie ascolto The Wall dei Pink Floyd, l’aria è calda ma non troppo e si sta così bene, ma così bene che, quando giungo al bivio per Gleisdorf, non lo vedo per niente e proseguo con convinzione. Quando mi accorgo dell’errore, sono a 12 km a sud della città. Si sta facendo tardi e rischio di non arrivare a destinazione e così mi do una scrollata e, alla media dei 25 km/h, resa possibile dall’attuale tratto pianeggiante, giungo in mezz’ora alla città. Rimangono 34 km per Hartberg, molto belli e duri, in un saliscendi continuo fra praterie, boschi di conifere e piantagioni di mais. Il sole è già basso – accidenti come si sono accorciate le giornate – e per le 20.30 sono in campeggio a destinazione.

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