Tappa 18 – Prebold – Leibnitz

Voto 8.5
Km 116

Oggi la grande novità è rappresentata dal ritorno del sole, dopo una nottata piovosissima che ha trasformato il piccolo campeggio (ampio giardino di una casa di campagna, 7 euro e 50 a notte!) in una palude e dopo una dozzina di giorni in cui ha piovuto per almeno metà del tempo.
Lasciata Prebold visito Celje, graziosa e curata, per poi pedalare in direzione nord verso Vojnik. Non c’è solo ruralità in queste lande, ci sono più villette, più infrastrutture e traffico, composto soprattutto da berline e suv tedeschi. Eppure gli sloveni continuano a confermare le mie prime impressioni e ad apparirmi come persone spontanee, dai modi semplici e riservati. Gli automobilisti guidano con serenità e hanno grande rispetto per i ciclisti.
Per evitare il traffico crescente, pedalo in una zona collinare fortemente ondulata, con pendenze elevate, da cui posso godere al meglio del panorama. Sui pendii viene coltivata la vite mentre in pianura vi sono ampie distese di mais. Il tempo soleggiato fa il resto, con una temperatura piacevole, anche calda, soprattutto nei pressi di Maribor, seconda città slovena posta lungo il fiume Drava, da cui mi aspettavo di più, con un nome così orientale mi ero fatto chissà quali idee. Il centro storico è carino, molto compatto e poco esteso, composto da case decorate e basse, di un piano o due al massimo, più qualche palazzo con maggiori ambizioni. Poi un certo numero di costruzioni in stile razionalista anni ’20 e ’30 del secolo scorso, anche abbastanza interessanti, e diversi edifici moderni, alcuni in vetro e acciaio, dalle forme squadrate e un po’ bizzarre, che racchiudono e nascondono la parte più storica in un sarcofago fatto di vetrine, insegne luminose e schermi al plasma su cui vanno in rotazione infinita le stesse pubblicità. Gli innesti più recenti sono privi di contenuto ma sarebbero quelli che, sostenendo il capitalismo e un’economia di consumo, creano posti di lavoro due volte: per essere costruiti e per il commercio di beni inutili generato. E se i soldi per edificare queste stupide vuotaggini non ci sono, ce li si fa prestare, così ci guadagna anche la banca, meglio! A me questo sistema non convince per nulla ma non voglio dilungarmi qui e adesso.
A nord di Maribor ci sono colline su cui, a quanto pare, cresce la varietà di vite più antica al mondo, mentre ancora più a nord il paesaggio è il più bello della giornata e presenta una pianura di girasoli contornata da morbidi colli sui cui pendii si sono sviluppati villaggi e chiesette, separati da boschi o praterie.
Supero il confine ed entro in Austria, fermandomi a Leibnitz, cittadina semplice e senza pretese. Dove, però, la popolazione dimostra un certo culto per l’automobile, fra modelli d’epoca di origine anche americana e berline o suv di grossa cilindrata. Sfrecciano, sgasando, per il piccolo centro come se fossero in passerella e mostrando un certo gusto per uno stile di guida nervoso e spettacolare. Troppi soldi, troppa noia e nessuna concretezza generano mostri, evidentemente…

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