Tappa 10 – Predazzo – Campitello di Fassa

Voto 9.5
Km 77

Ieri sera, prima di coricarmi in tenda, ho alzato gli occhi al cielo distrattamente e, con grande stupore, ho notato che era sgombro dalle nubi ma tappezzato di stelle: qui a 1000m le luci sono poche e vige ancora il diritto naturale di poter vedere chiaramente la volta celeste. Che bello lasciarsi entusiasmare da ciò.
Il risveglio, dunque, è sotto un bel sole, che asciuga tenda e vestiti e fa bene allo spirito. Lasciata Predazzo, ripercorro una quindicina di chilometri all’indietro fino a Cavalese, a 996m di quota. Da lì scelgo il bivio per Varena e per il Passo di Lavaze’ con i suoi 1805m slm. Gli 11 km di salita mi impegnano da subito e la pendenza tocca, in alcuni passaggi, il 15%. La strada, ricca di curve, attraversa dapprima un folto bosco di conifere, poi si adagia su un altopiano a 1550m e si chiude con un tratto veramente duro che porta al passo. Il panorama che si ammira da qui è fantastico, tipicamente dolomitico. Ora sono nuovamente in territorio altoatesino (provincia di Bolzano) ed è facile verificarlo perché i nomi sono espressi prima in tedesco e poi in italiano, la gente è principalmente teutonica e così le abitazioni. Successivamente, perdo quota rapidamente e torno sui 1000m slm, ma la salita ricomincia da subito, ripida e severa (13%), fino ai 1550m di Obereggen, non un passo ma una località attrezzata per gli sport invernali, superata la quale, affronto una nuova discesa che mi conduce di slancio al di sotto dei 1000m di quota.
Osservo il sottobosco, le sue forme, la sua varietà, composta da muschi, pietre, massi ricoperti da vegetazione, radici che spuntano dal terreno, torrenti e piante basse: è un ecosistema, un mondo a sé, proprio come certi fondali marini con cui i documentari sanno stupire il pubblico, affascinanti perché così diversi dall’ambiente antropico e capaci di forme e colori inusuali e bizzarri.
E intanto riprendo lentamente quota, fino ai 1582m del Lago di Carezza, l’obiettivo principale della giornata. Uno specchio d’acqua verde, trasparente e attraverso cui si vede il fondale. Sulla superficie quasi piatta si riflettono la rigogliosa vegetazione circostante e le imponenti cime dolomitiche, con il proprio inconfondibile profilo e la colorazione che tende al rosa. Dopo aver scattato qualche foto e ammirato questa piccola perla, rimonto in sella per il Passo Costalunga, con i suoi 1752m slm. Giungo in cima stremato, ho totalizzato oggi un dislivello complessivo che reputo, andando a spanne, intorno ai 2200m. Sono di nuovo in Trentino: il rapporto fra etnia tedesca e italiana si capovolge nuovamente, stavolta in favore della seconda. Inizia una ripida e suggestiva discesa fino ai 1300m di Vigo di Fassa. La valle è ampia e turistica, molto diversa dai luoghi visitati oggi ma comunque molto bella. In lieve salita, concludo il giro ai 1400m di Campitello, nei pressi della località di Canazei.

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