Tappa 9 – Ravina (Trento) – Predazzo

Km 97
Voto 8

Il risveglio oggi è migliore di ieri: nessun tuono, nessun tintinnio dovuto alla pioggia, anzi un incerto sole filtra dalle persiane. È già qualcosa, ma rimangono i freni della bici da sistemare. Lasciato l’agriturismo vado verso nord, direzione Trento, con l’obiettivo principale di visitare tutti i riparatori di biciclette della città per trovare le pastiglie adatte ai freni, e quello secondario di ammirare il centro storico.
Niente da fare per le pastiglie, nessuno dei negozianti le possiede. Trento, invece, è bellissima: rispetto a Merano e a Bolzano qui l’architettura del centro segue canoni stilistici più italiani; ci sono molte costruzioni medioevali, fra torri, porte, parti di mura e lo splendido Castello del Buonconsiglio, e palazzi del Quattrocento e Cinquecento. L’area attorno al Duomo è la più aulica.
Terminata la visita, prendo in direzione dell’ultimo negozio di biciclette, quello più fornito, conosciuto fino a Bolzano: si chiama Tuttobici ed è collocato nella località di Lavis, alcuni chilometri a nord di Trento. Quando il negozio apre, alle 14.30, sono il primo cliente; espongo il problema ad un ragazzo che vi lavora, e che ha viaggiato fino a Dresda in bicicletta pure lui, e finalmente la mia bici viene riparata. Riparto felice (mi vedevo già condannato a girare in cerchio tra il ferrarese e il ravennate per un tempo indefinito…) e inizio a salire per la Val di Cembra alle ore 15: in pratica, la tappa inizia adesso.
Le montagne qui sono composte di porfido (ne costituisce il “substrato geologico”, come recita un’insegna informativa) e il torrente Avisio, che scorre al fondo di una valle a forma di V, ha scavato nel duro porfido il proprio stretto letto. Le coltivazioni (principalmente la vite) sorgono sui pendii meno ripidi, organizzati in terrazzamenti.
La salita è impegnativa ma la pendenza permette un buon passo, con un limitato uso del cambio. Attraverso, fra gli altri, i borghi di Cembra, Capriana, Cavalese, tutti semplici e caratteristici, con le case dai colori pastello che spaziano dal giallo, all’azzurro, all’arancione, al rosa. Pedalo anche su una bella ciclabile che attraversa boschi di conifere e penso di capire in quegli istanti, vagamente, come dovesse sentirsi Henry Thoreau quando passeggiava nei dintorni attorno al lago di Walden. Passano i chilometri e il paesaggio si fa sempre più bello, fra torrenti, boschi, praterie e borghi arroccati nei punti più impensabili. In serata giungo a Predazzo, paese situato a 1018m slm su un altopiano verde e mi sistemo in un bel campeggio nelle vicinanze. Sono sulle Dolomiti finalmente, il tempo è molto fresco, non piove ma il cielo è coperto.

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