Il mio campeggio fighetto

Il mio campeggio fighetto ti accoglie in una reception degna di un albergo a 4 stelle, dotata di piante, depliant, aria condizionata e signorine superprofessionali e distaccate, ma tu un po’ tardi noti che l’albergo in effetti esiste e allora pensi che tutta la messinscena è per quello e così rimani lo stesso.
Il mio campeggio fighetto offre senso d’ordine e di pulizia, l’erba delle piazzole a volte manca ma quando c’è è tagliata all’inglese, è bella fresca e verde che ne strapperesti per te un bel mazzetto e ci faresti l’insalata.
Il mio campeggio fighetto ha una piscina al coperto per grandi e piccini dotata di tutti i comfort, che sembra una di quelle piscine vere dove si impara a nuotare. E sottoterra, sotto la piscina, proprio come in quelle “vere”, ci sono molteplici servizi, annunciati e messi in bella vista con una sfilza di icone stampate su due vetrate, proprio come quelle che popolano i desktop dei nostri smartphone. C’è la stanza con dei bei lavandini per i piatti, ci sono le zone dei cessi per i maschietti e le femminucce ognuna con la propria anticamera dove la musica in sottofondo ti aiuta a rilassarti prima di dare, poi ci sono le anticamera delle docce, che sono celle claustrofobiche ma ben rifinite e pulite, che dopo averti fatto sentire un recluso, ti coccolano. I lavandini sono di ottima fattura e i ripiani di finto marmo invogliano a sostare lì davanti allo specchio ad ascoltare musica. Poi c’è la “Laudry Room”, sempre sottoterra sì, dove per lavare il costume impregnato di cloro puoi ricorrere alle più moderne lavatrici a schede elettroniche, ma se sei un amante del bucato a mano, nell’angolino dimenticato ci sono anche due bei lavabi capienti. E poi tante altre stanze per le più svariate necessità… hanno pensato a tutto, al campeggio fighetto.
Nel mio campeggio fighetto c’è un’area per la raccolta differenziata, con tanti bei simbolini anche lì, peccato che chiuda presto e se devi buttare un barattolo vuoto di sugo non ci sia uno straccio di cestino dove lasciarlo.
Tante belle icone ci sono anche nella già citata stanza dei piatti, in particolare ce n’è una che sembra rappresentare un paio di grosse tette che spuntano fuori da una scatola, ma in realtà è lì per insegnare come e dove riporre i piatti da lavare…
Nel qual campeggio fighetto, se cerchi una fontanella d’acqua potabile non la troverai, ma in realtà, testuali parole, “l’acqua è ovunque” (da pronunciare con sicurezza imprenditoriale): sotto ogni colonnina con le prese dell’elettricità, ad una distanza di max 20 cm dal prato all’inglese, ci sta un bel rubinetto, peccato che tu non riesca a farci passare una bottiglia e che la zona sia popolata di cavi elettrici che con l’acqua non vanno d’accordo.
Nel campeggio fighetto ci si saluta tutti, ma proprio tutti, continuamente, con un bel sorriso stampato sulla faccia, come le modelle quando sfilano su una passerella, e se non lo fai, ti becchi per penitenza qualche secondo di espressione simil-disgustata di quelle che solo ai fighetti riescono tanto bene.
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