Tappa 16 Gubbio – Ruscello (Arezzo)

Km 118
Voto 8,5

Oggi non mi sento particolarmente in forma ed un motivo e’ rappresentato dal fatto che alla sera mi attardo a leggere “L’atlante delle nuvole”, il romanzo da cui e’ stato tratto recentemente il filM “Cloud atlas”. Un’altra spiegazione e’ che ho visto talmente tanto, sia dal punto di vista paesaggistico che artistico e urbanistico, che inizio a sentirmi sazio. Poi ho superato i 1500 km percorsi dall’inizio del viaggio, non pochi considerando l’assenza di lunghi tratti pianeggianti. Ci vorrebbe, credo, una vacanza dalla vacanza…
Comunque, lasciata Gubbio pedalo su un altopiano circondato da basse montagne e giungo ad Umbertide, da pronunciare con l’accento sulla prima “e”. Bella la porta medioevale ma non c’e’ molto altro. Citta’ di castello, invece, oltre a conservare le mura in discrete condizioni, e’ anche integra e offre un bel Duomo e alcuni palazzi accattivanti. Lasciata quest’ultima, rimango quasi del tutto solo su una strada poco trafficata e in moderata, ma costante, salita. L’ultimo tratto e’ una lunga discesa verso Arezzo, citta’ moderna e antichissima allo stesso tempo. Colpita duramente durante la Seconda Guerra Mondiale, ha perso molti dei suoi edifici dentro il perimetro delle mura (danneggiate anch’esse) e quindi accanto a palazzi settecenteschi e ottocenteschi sorgono anonime, squadrate e sgraziate palazzine anni ’60-’70. Tuttavia, addentrandosi nel centro storico, sulla via pricipale che e’ in salita, il centro conserva la propria integrita’ e Arezzo offre edifici monumentali e atmosfere medioevali. Bella ma fragile, sfregiata ma ancora capace di affascinare e coinvolgere. Senza contare che i quartieri nuovi sembrano, se non belli, piuttosto vivibili, con ampi viali alberati e palazzi, per fortuna, piuttosto bassi. Sono sempre piu’ stupefatto dall’assoluta demenzialita’ della guerra, inorridito dalla sua capacita’ di cancellare l’identita’ dei popoli, basito di fronte alla sua capacita’ distruttiva, che non si ferma neanche di fronte a cio’ che e’ piu’ caro, prezioso, sacro. Mentre rifletto sulla stupidita’ umana, humus di tutte le guerre, mi dirigo verso un campeggio poco distante da Arezzo, in localita’ Ruscello, dove mi accampo per la notte.

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